Romanzi

Forse è vero che ogni scrittore scrive sempre lo stesso romanzo. O, almeno, è vero che ogni scrittore ha temi e spesso anche situazioni che racconta, in libri diversi, da diversi punti di vista.
Per scrivere bisogna avere un’ossessione fondamentale. La mia, probabilmente, è la famiglia.

 

La famiglia è il tema che ricorre nei miei cinque romanzi: la famiglia adottiva, la famiglia allargata, la famiglia composta da due persone dello stesso sesso, la famiglia come sistema di relazioni che orienta, frena, protegge o ferisce.
Poi ci sono i personaggi e i miei, quelli principali, sono personaggi femminili. Racconto di me stessa? Racconto il mondo che conosco? Forse. Lascio decidere a chi legge. Del mondo femminile mi piace- tra le altre cose- la facilità che ha a diventare corale, a formare una sola voce senza perdere le singole voci. Questa caratteristica mi permette di fare un lavoro sui personaggi e sui dialoghi che mi interessa molto.

 

Quello che cerco nella scrittura è il racconto della vita, cerco una scrittura che riesca a essere lieve senza perdere profondità, cerco un tono che possa esprimere il dolore, il tormento, il dramma –che fanno parte della vita – senza fronzoli, senza pigiare troppo sul tasto più facile dell’emotività e del sentimento.
Mi piace non rinunciare alla speranza che è sempre presente, con finale chiuso o con finale aperto.
In ogni caso, l’ultima parola è sempre dei lettori.

Volevamo essere Jo

Genova, nel Natale del 1976. Quattro ragazzine – Giovanna, Lara, Silvia e Carla – ricevono in regalo il romanzo Piccole donne.

La memoria impossibile

Tilahun e Zenebech sono nati in Etiopia, un paese con una storia antichissima, stremato dalla carestia, dalla siccità, dai conflitti.

Famiglia: femminile plurale

Genova. Una casa luminosa da cui si vede il mare e una grande famiglia rumorosa e caotica, con un preciso centro di gravità: Nina.